Con l’uscita, a metà Ottobre, dei primi rossetti PuroBIO ( presto sulla mia pagina Facebook), la mia mente non riesce a placarsi, al pensiero di acquistarli praticamente tutti. Dovrà darsi una calmata, ha detto il mio portafoglio. Tuttavia, nell’attesa, nulla mi vieta di presentarvi, comparandoli, due dei sette matitoni rossetto PuroBIO, in modo tale da aiutare chi, magari, aveva intenzione di comprarne. O semplicemente per i curiosi.

Come sapete, se mi seguite su Instagram ( @the_strange01 ), ho un feticcio per i rossetti, in particolare quelli molto scuri e molto rock’n’roll, e al mio passaggio all’ecobio ho avuto un trauma, prendendo consapevolezza del fatto che, no, non avrei mai trovato le stesse tonalità di colore che acquistavo prima. Mi sbagliavo. Quando ho incontrato il matitone rossetto PuroBIO N#26, tutto è cambiato. E con lui è arrivato anche il N#16, perchè insomma, il 26 si sentiva solo.

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Questi non sono i primi rossetti ecobio che provo, mi trovo benissimo con quelli Neve Cosmetics, ma loro non potevano non entrare nella mia collezione, non mi sembrava giusto. Ha tutto senso, vero?

I matitoni rossetto PuroBIO sono certificati ECOBIO e NATRUE, nickel tested, cruelty free e made in Italy. Purtroppo solo alcune delle 7 colorazioni sono VEGAN OK: delle due che vi mostro, solo il N#16 lo è. Le matite rossetto PuroBIO contengono 2,30gr di prodotto per 8 circa e sono acquistabili on-line, in bio profumerie, erboristerie o profumerie selezionate.

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Con un’anima in legno ed un tappo in plastica trasparente,temperabili con un normale temperino da makeup con il lato grande, il rossetto matitone PuroBio è comodissimo da portare in giro. Con una formulazione che lo rende idratante sulle labbra secche, per via degli olii naturali che contiene, non ho mai avuto il problema delle “labbra che tirano”, anche dopo ore di applicazione. Porta ad un colore puro e saturo, con un finish medio lucido, anche questo perfetto per delle labbra secche.

Direi senza dubbio di andare con ordine e parlarvi, in principio, del N#16.

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in ombra a sinistra, alla luce a destra.

Il classico rosso anni ’20. Non chiedetemi perchè, ma a me ricorda gli anni ’20. Che magari neanche ci fosse questo tipo di rosso negli anni ’20, poco mi importa: io quando lo metto mi sento una diva del cinema….degli anni ’20. Sul sito lo descrive come “rosso Pompeiano” ma, per chi non dovesse raccapezzarsi con questa descrizione, ci pensa Veronica: un rosso in base calda, con delle satinature oro, che non vira all’arancione. Magari non è proprio una meraviglia sulla mia pelle pallida e con sottotono rosa, ma posso assicurarvi che su di una pelle olivastra o su di un sottotono neutro, è una meraviglia assoluta.

A sinistra alla luce, a destra in ombra.

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La formulazione è perfetta, perchè risulta morbida al punto giusto, scorrevole senza essere troppo burrosa e coprente senza creare strati antiestetici. La cosa più bella è che non necessita di una matita contorno labbra perchè si riesce a gestire il matitone anche da solo. Il prodotto si fissa sulle labbra per parecchie ore, tuttavia scompare in modo omogeneo una volta addentato un panzerotto fritto. 

Parlando, invece, del N#26, la storia è leggermente diversa.

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Scattate alla luce naturale.

Un viola, con una buona percentuale di rosso, corposo come un vino invecchiato. Zero glitter. Un vinaccia che mi ha conquistata. Questo colore è una delle colorazioni che mancava nel panorama ecobio, e che mi permette di assecondare la mia vena rock, salvando il mondo. Meraviglioso sulla mia pelle chiarissima, con la quale crea un contrasto d’impatto. Da quando l’ho comprato, non me ne sono mai annoiata.

Siccome le foto che ho scattato in ombra, non rendono minimamente il VERO colore,

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Vi lascio ad una foto scattata in una luce diversa, che invece rende PERFETTAMENTE il vero colore del N#26: più freddo, meno rosso.

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La formulazione qui, invece, risulta eccessivamente burrosa, davvero troppo. Ha assolutamente bisogno di una matita contorno labbra molto dura, che argini il prodotto e non lo lasci andare nelle pieghe. L’alternativa, ossia quella che uso io, è l’utilizzo di un pennellino per rossetto, con il quale prima disegno il contorno labbra, prelevando il prodotto dal matitone stesso, e poi riempio il resto. Si perde del tempo? Sì. Ne vale la pena, sì. Rendendo questo rossetto più duro, sicuramente se ne altererebbe l’idratazione e il risultato di comfort, ma almeno non si andrebbe in giro con l’ansia che il prodotto stia camminando per il viso, facendoci sembrare appena scappate da una notte di fuoco. La durata è comunque buona, ma minore del N#16.

Nel complesso, adoro questo tipo di prodotto, ma i rossetti classici mi stanno chiamando come il canto delle sirene!! Voi che ne pensate? Avete mai provato questi matitoni rossetto? Avete delle colorazioni simili da consigliarmi? fatemi sapere che sono curiosa 😉

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28 pensieri su “Matitone rossetto PuroBIO Cosmetics: ottimo inci, ecobio e perfetto per labbra secche, ma…

  1. Non potevi di certo resistere al pianto disperato del matitone lasciato solo, triste e impaurito, ma scherziamo??? Un amico, come minimo, ci voleva per forza….
    Mi piacciono queste versioni comode e cicciotte, le matite neve sono carine ma matitine e chi ha le labbra un po’ voluminose deve darci a palla tipo pennello cinghiale per coprire tutto…
    I colori mi piacciono, anche io sono più favorevole agli scuri e francamente non mi pare affatto che ti stia male il rossetto anni ’20 (si, per me anni 20 è calze con la riga dietro, sigaretta lunga, frange sui vestiti e rossetto rosso….)

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    1. sapevo avresti appoggiato la stroia del rossetto solo….me lo sentivo!! ahahahaha comunque adoro i rossetti e le matite rossetto della neve, però queste avevano colori un pochino più scuri. P.s. allora ho detto giusto che mi ricorda gli anni 20 ahahahahaha

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  2. Purobio è un marchio che mi piace molto, ottimo rapporto qualità-prezzo e soprattutto ancora tanto potenziale 🙂 Rispetto alle novità, io al momento ripongo tutte le mie speranze sul mascara. Vedremo!

    Tra le altre cose, comunque, anche io ho provato un matitone rossetto, per la precisione il nude rosato della collezione natalizia (entrato poi in permanente col n°24). Per quanto non abbia azzeccato al meglio il colore (speravo fosse un pizzico più profondo), le sue caratteristiche mi piacciono: è mat ma confortevole, si stende bene e facilmente, resiste anche a un piccolo pasto (w la merenda!).
    Quelli che hai mostrato tu sono molto belli, specialmente il vinaccia, ma non so se avrei la pazienza di gestirlo. Il rosso “anni ’20” lo avevo proprio “skippato” (non amo i rossi), ma il tuo post mi ha incuriosito 😀

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    1. eh, purtroppo per il vinaccia ci vuole tempo, non me la sentirei mai di consigliarlo, per esempio, a chi è alle prime armi con il trucco. Quel nude era meraviglioso, il numero 24, ma su di me era ( ovviamente) troppo scuro. Il mascara non vedo l’ora di provarlo….sarebbe il primo mascara della Purobio che provo visto che gli altri non mi avevano mai attirata prima…

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  3. ” Corposo come un vino invecchiato. ” è la definizione più bella che io abbia mai letto. Comunque, io credo di avere nella mia trousse un vecchio matitone Purobio che a Natale era uscito in edizione limitata. Credi sia possibile? Sto sognando tutto? Ce lo hai messo tu?

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