La mia “conversione” all’ecobio è avvenuta in concomitanza con la scoperta del cruelty free e del fatto che molti, moltissimi prodotti siano testati sugli animali: mi sono informata e, al tempo, decisi che non volevo essere parte di un simile circolo di sofferenze. Se la sperimentazione animale non può non essere vitale in alcuni campi (anche se questo discorso è ampio, variegato e non sempre unilaterale) in quello della cura personale e della casa è superfluo ed inutile: se molte aziende riescono a produrre prodotti senza l’ausilio di animali, le altre potrebbero smettere se non entrassero in gioco gli interessi economici perché, alcuni paesi extra UE come la Cina, obbligano la sperimentazione animale per aprire le porte alle vendite internazionali.

image

In Europa le cose sono cambiate definitvamente nel 2013, citando il sito europa.eu ricordo che ” nell’Unione la sperimentazione sugli animali è già vietata dal 2004 per i prodotti cosmetici e, a partire dal 2009, per gli ingredienti presenti nei prodotti cosmetici (“divieto di sperimentazione”). Dal marzo 2009 è vietata anche la commercializzare nell’Unione di prodotti cosmetici contenenti ingredienti testati sugli animali (“divieto di commercializzazione”). Relativamente agli effetti sulla salute umana contraddistinti da maggiore complessità (tossicità a dose ripetuta, comprese la sensibilizzazione cutanea e la cancerogenicità, tossicità riproduttiva e tossicocinetica), il termine ultimo per il divieto di commercializzazione era stato prorogato fino all’11 marzo 2013.” Ma ATTENZIONE questo non significa che sul suolo europeo voi troverete solo brand cruelty free perchè pur aderendo a questa legislazione le aziende potranno continuare  testare i propri prodotti sugli animali nei paesi extra europei che prevedono questa pratica oltre al fatto che potranno continuare ad utilizzare nei loro prodotti ingredienti che vengono utilizzati in campi farmaceutici o chimici sui quali questa legislazione non esiste.

image

In Italia  ” lo Standard internazionale “Stop ai test su animali”, promosso da LAV, è l’unico disciplinare riconosciuto a livello internazionale in grado di indicare ai consumatori le aziende produttrici di cosmetici che hanno deciso di non contribuire alla sperimentazione animale.” dal sito lav.it.

Ecco allora che diventa più complicato distinguere i buoni dai cattivi: in parte questa distinzione viene resa più facile dai simboli presenti sulle confezioni che pur non essendo obbligatori aiutano a capire quali aziende fanno con sicurezza dell’amore per gli animali un vessillo, eccoli qui.

Scegliendo cosmetici ecobio la scelta è ovviamente sicura e accertata ma esistono molti brand che pur non utilizzando costantemente ingredienti naturali nelle loro formulazioni (o non utilizzandoli proprio mai) sono da annoverare tra i marchi che NON effettuano sperimentazione animale, molti di loro sono venduti in grandi profumerie come Sephora (dalla quale sto aspettando ancora una lista dei brand cruelty free venduti nei punti vedita Italiani visto che sul sito nostrano, differentemente da quello americano, non è prevista una sezione dedicata) o su internet o ancora in normali profumerie. Sono convinta che se non si vogliano abbandonare prodotti makeup siliconici per via delle performances che regalano allora deve essere imprescendibile la scelta di un brand almeno cruelty free perchè la sofferenza di un animale non può valere nessun mascara. ATTENZIONE! Ovviamente per cruelty free intendo anche i pennelli e alcune delle marche che ho selezionato hanno pennelli con setole naturali derivate dalla tosatura di peli provenienti da terzi di cui però non viene specificata la natura, dunque meglio evitare.

Senza ulteriori chiacchiere vi lascio la lista dei brand crulety free più famosi e reperibili al 2016 (mi sono aiutata a stilare la lista con il sito inglese crueltyfreekitty.com, quello lav.it e quello peta.com. Non ho insterto volutamente brand come Neve cosmetics, 100% pure, Colour Caramel ecc perchè sono ecobio ed ovviamente Cruelty Free dunque non hanno bisogno di specificazioni di alcun genere):

  • ELF
  • Kat Von D Beauty
  • Essence
  • Paola P
  • The Balm
  • Bottega Verde
  • Tata Harper
  • Helan
  • LH Cosmetics (vegan ok)
  • Boscia
  • KIKO (i pennelli sono in setole di animale)
  • Nabla
  • WetnWild
  • Charlotte Tilbury
  • Jeffree Star Cosmetics ( Vegan ok)
  • H&M (sul sito dice che i prodotti non sono testati ma sono curiosa allora di sapere come facciano a vendere in paesi dove è richiesta questa pratica)
  • Anastasia Beverly Hills
  • WYCON (i pennelli sono in setole di animale)
  • Mulac
  • Urban Decay ( Brand cruelty free di proprietà di azienda che per altri suoi brand testa sugli animali)
  • Zoya
  • Zoeva
  • Barry M
  • Hourglass
  • Too Faced
  • Urban Decay (Brand cruelty free di proprietà di azienda che per altri suoi brand testa sugli animali)
  • Illamasqua
  • NYX (Brand cruelty free di proprietà di azienda che per altri suoi brand testa sugli animali)
  • Josie Maran
  • L’erbolario
  • Ardell
  • DUO
  • Blinc
  • Becca
  • Bare Minerals (Brand cruelty free di proprietà di azienda che per altri suoi brand testa sugli animali)
  • Bite Beauty (i mattoni rossetto hanno inci perfetto!)
  • Physician Formula
  • Prestige
  • Sugarpill
  • Colourpop
  • Youngblood
  • Milani

Dunque se vi state chiedendo se L’Oreal, Maybelline, Revlon, Nars, Chanel, Benefit ecc testino sugli animali la risposta è Sì. A voi la scelta !! Cosa ne pensate di questi test? Avete mai utilizato prodotti della lista? Buon salva salva 😉
p.s. i conigli “modelli” di cui ho preso le foto sono Rio e Tommy due dolcissimi batuffoli di proprietà di due mie amiche ❤ 🙂

 

 

Annunci

28 pensieri su “I brand Cruelty free che non ti aspettavi: lista delle marche da profumeria che amano gli animali.

  1. Baffuti musetti bellissimi! Il mondo dei test su animali è veramente intricato e complesso da comprendere. Scientificamente parlando non mi esprimo, non ne ho la competenza, ma se posso dare un mio personale parere, così come evito di mangiare i croccantini del gatto, o non curo il mio cane con le medicine destinate a me perchè siamo di due “razze” distinte, non vedo per quale ragione dovrei considerare che ciò che fa male a lui faccia male a me, e viceversa….
    Considera che io ho un beagle, la razza di cane divenuta tristemente famosa per l’allevamento green hill che smerciava cuccioli a tutte le aziende a cui venivano commissionati test, e altrettanto tristemente famosa per essere tra le cavie preferite dai testardi testatori su animali.
    Fu grazie a Lav che, poco meno di 10 anni fa, venni a conoscenza del famigerato test DL50 (dose letale 50), il cui scopo è quello di verificare la tossicità letale di uno specifico componente, per “passare” questo test, almeno il 50% delle cavie considerate, deve essere deceduto. Va da sè che la tossicità viene valutata e certificata solo per la “cavia” in questione, a meno che non si verifichi la stessa dose, con gli stessi esiti letali anche sull’uomo, non vedo come si possa cambiare il soggetto mantenendo il risultato.
    Manco fossimo delle moltiplicazioni.
    Sinceramente mi cascano le braccia (per non dire che mi cascano altri orpelli sferici di cui non sono dotata in quanto mammifero di sesso femminile….) a sapere che nel 2016 dopo Cristo, ci siano ancora aziende che non hanno il CORAGGIO di garantire pienamente per i loro prodotti, ma necessitano invece di risorse costose (economicamente ed eticamente) per potersi barricare dietro una inutile, insopportabile, sconsiderata e scorretta ipocrisia.
    Tutto questo mi fa ardentemente desiderare di far partire un mulinello vorticoso di schiaffi.
    Per evitare di risultare poco elegante od offensiva, ho dato sfoggio di tutta la diplomazia di cui disponevo, un pò l’ho dovuta chiedere in prestito perchè era insufficiente, ma questo argomento è sempre spinosissimo e riesce costantemente ad infiammare gli animi anche se, nonostante tutto, fatta la legge, trovata la scorciatoia.
    😐 no comment….

    Liked by 1 persona

    1. ehhhhhh hai detto tutto. Io non sono scienziata dunque, come te, non posso dare spiegazioniscientifiche e so che se sto male devo prendere delle medicine che sicuramente saranno testate su animali, ma una cosa come I cosmetici dove tante aziende hanno dimostrato che si può produrre senza uccidere non comprendo il perché. Non ci riesco. È devastante pensare che per pura vanità o per vizientti inutili (vedi sigarette) devva rimetterci qualcuno che non ha motivo di morire per mr. che tristezza…

      Liked by 1 persona

  2. Io ti adoro! Nel percorso che ho scelto di seguire i cambiamenti non sono semplicissimi e le aree di cui modificare le abitudini sono tante. Mi sei stata davvero d’aiuto per avere un’idea che mi serviva moltissimo, ho salvato la lista e la userò come riferimento 😊 ti appoggio al 100%, continua così! 👍

    Liked by 1 persona

  3. Giuro che quando ho visto l’inizio dell’immagine ho sperato che non rappresentasse cose brutte. Non riesco a vederle.
    E’ da molto che ho fatto la scelta di non usare più cosmesi, creme shampoo ecc testati su animali. Perchè amo la mia cagnetta e se penso che esseri come lei vengono torturati per una banale matita… NO!
    Non conoscevo tutti i brand che hai stilato, io mi affido a Neve Cosmetic e stop.
    Ah, credo che anche Alkemila faccia roba non testata, visto che è ecobio.
    Inoltre ci sono altre marche che ogni tanto seguo su instagram.

    Liked by 2 people

    1. Come ho già scritto NON ho VOLUTAMENTE inserito brand ECOBIO proprio perché è ovvio che se sono ecobio sono cruelty free xD queste NON sono ecobio, alcune hanno inci accettabili ma l’aspetto principale è che fossero crulety free ed è affidabile come lista perché mi sono aiutata con siti come lav e peta. Cj sono moltissime altre marche non ecovio e cruletyfree ma non sono molto reperibili e allora ho preferito evitare per non confondere tanto le acque 🙂 Comunque io nn riesco ad usare prosotti testati su animali…mi sembra proprio una barbarie!!

      Liked by 2 people

  4. Mi stupisco di non avere trovato prima il tuo articolo 😱 Ormai é un anno e mezzo che sono passata al cruletyfree, per i tuoi stessi motivi, e so bene che non é facile distreggiarsi tra tutto ed é una scelta che ha bisogno di continui controlli. Se posso permettermi, ci sono delle piccole incorrettezze: Boscia, purtroppo non é crueltyfree, mentre Nars, nonostante sia stata acquisita da una compagnia che testa, é rimasta Cruelty free. Se vuoi, sul mio blog sto scrivendo una serie di articoli specifici sulle marche che non testano, una sorta di vademecum per indicare i brand all’interno delle grandi profumerie o dei negozi non eco-bio o monomarca che non testano. É giá presente quello su Sephora, se ancora ti interessa 🙂

    Mi piace

    1. Le liste sono in continuo aggiornamento e spesso ci sono modifiche, Nars non l ho volutamente contata come cruelty free proprio perché, sebbene lei non testi, è proprietà di brand che testa e dunque lo trovo un controsenso 🙂 per biscia correggo subito e andrò volentieri a dare un occhio al tuo blog 😀

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...