Fomo: la jelly maschera viso naturale, cruelty free e vegan di Lush 🌿🐰

Fomo: la jelly maschera viso naturale, cruelty free e vegan di Lush 🌿🐰

A Natale, una mia cara amica ( ciao Fra!), ha deciso di sorprendermi con un regalo del tutto inaspettato: mi ha passato dal cellulare l’ INCI del prodotto che aveva acquistato, chiedendomi se andasse bene, qualche giorno prima di donarmelo. La riprova che la mia ossessione per i prodotti ecologici, biologici e naturali spaventi anche durante le festività. In breve, il regalo era la nuova Jelly Face Mask Fomo di Lush e quando l’ho vista sono rimasta basita: possibile che io non mi fossi accorta di questa novità? come si usa? che effetto regala? per quale tipo di pelle è adatta? cosa diamine è una maschera gelatinosa per il viso?

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Quando pensi di averle viste tutte nel campo della cosmesi naturale, arriva Lush e cambi idea: cavalcando la scia delle nuove maschere viso, tanto in voga tra le beauty guru più aggiornate, tra i profumati scaffali delle botteghe Lush, sono arrivate le jelly face mask.

4 maschere di 4 colori diversi, con 4 profumazioni diverse, con 4 funzioni ed inci diversi:

  • Bunny Moon, per pelli spente e disidratate
  • Th birth of Venus, rinfrescante
  • 1000 millihelens, per pelli grasse
  • Fomo, lenitiva

L’inci è strutturato per quasi tutte allo stesso modo, con il Propylene Glycol in posizione alta, tranne che in Bunny Moon, dove è in prima posizione: ora, la questione del Propylene Glycol è spinosa, ma io sono disposta ad accettarlo come ingrediente in un inci totalmente verde e, se non è posto in prima posizione. Il Propylene Glycol apre la barriera protettiva dell’epidermide facendovi entrare tutto il resto con cui è formulata, ecco perchè lo accetto come ingrediente in un inci 100% green, a maggior ragione in un prodotto a risciacquo: aprirà sì le barriere dell’epidermide, ma lascerà passare tutte sostanze funzionali e e naturali. Se il prodotto, con ingente quantità di Propylene Glycol, fosse formulato con parabeni, PEG, siliconi, cessori di formaldeide ed altri ingredienti simili, non lo toccherei neanche con un dito.

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Il resto dell’inci è ricco di estratti naturali, per tutte le Jelly Mask: dal miele, al thè verde, dall’ Amamelide ( QUI tutto quello che c’è da sapere sull’amamelide!) alla Camomilla Blu, fino al succo di Mela.

Unica pecca nella formulazione è il Talco, ingrediente che, sinceramente trovo molto poco utile, se non occlusivo ma, anche qui, lo accetto essendo un prodotto a risciacquo, che non dovrà stare sulla pelle per più di 10 minuti.

Le Jelly Mask sono vendute solo online e nelle botteghe Lush, in confezioni di plastica riciclata trasparenti con tappo a vite, a 10,50€ per 65gr e sono tutte autoconservanti, in modo che non debbano essere tenute in frigo come le classiche maschere fresche Lush, cruelty free e vegane, tranne Bunny moon, che è vegetariana.

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Ma cosa ha di particolare una jelly face mask?

La consistenza: non è effettivamente gelatinosa, ballonzolante e limpida, ma neanche cremosa, come una normale maschera viso a base di argilla. La carragenina è l’ingrediente “segreto” per il raggiungimento di questa consistenza, che non sarebbe altro che una alga ridotta in polvere e reidratata: viene utilizzata su scala mondiale in ambito alimentare ed industriale ed è presente anche nel classico addensante vegano agar-agar. Una vera e propria consistenza a sé, che ricorda quella del mix di acqua e amido di mais, quella dei video su youtube, dove la gente riesce a corrervi sopra, per intenderci.

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A toccarla, la prima volta, diresti che la maschera è un cumulo di siliconi, parabeni e petrolati, ma probabilmente è uno dei prodotti con formulazione più naturale, tra tutti i prodotti Lush. Vi ricordo, infatti, che NON tutti i prodotti Lush hanno buon inci e vanno letti accuratamente, per evitare di pagare profumatamente ( in questo caso in tutti i sensi) prodotti che, di naturale, hanno poco.

Se la si tocca, il dito rimane asciutto e pulito: solo una volta che, con molta decisione, si decide di prenderne un pezzo, questa si rompe e comincia a diventare più malleabile.

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Con il calore delle mani la maschera si scioglie, fino a diventare una vera e propria crema, facile da spalmare sul viso. Una volta applicata, diversamente dalle solite maschere in argilla, fa molta fatica ad asciugarsi ed è, senza dubbio, un punto a suo favore: le maschere viso non andrebbero MAI fatte asciugare, per evitare di seccare la pelle. Così, con la sicurezza di non ritrovarsi con la fronte incartapecorita, si può tenere il prodotto sul viso anche oltre i 10 minuti.

Ma cosa è FOMO e come mi ci sono trovata?

Pensata per le pelli delicate, che devono essere lenite e calmate, Fomo è principalmente una composizione di ossido di zinco e Glicerina, dunque niente di eclatante o innovativo: due ingredienti semplici e funzionali, adatti allo scopo. Quello che mi ha lasciata a bocca aperta, di Fomo, è la sua profumazione: se siete amanti del profumo di Rosa, Fomo deve essere vostra, assolutamente. Una volta svitato il tappo, le vostre narici saranno inebriate da questa fragranze persistente di Rosa, che non svanisce.

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Dal colore rosa pallidissimo, Fomo è un prodotto che fa il suo dovere: lascia la pelle liscia, morbida e compatta, eliminando le impurità, senza seccare la pelle. Tuttavia, non posso dire che questa maschera sia la maschera dell’anno o della vita, non mi ha fatto esclamare alla novità, nè mi ha lasciata entusiasta in modo particolare: idea simpatica la consistenza gelatinosa ma, non idrata, nè illumina la pelle più di una normale maschera in argilla rosa. A conti fatti, non credo il prezzo valga il prodotto. Intuitivamente sono convinta che, se costasse la metà, il prodotto avrebbe un buon rapporto qualità-prezzo: il fatto che ne basti pochissima ad ogni applicazione, rende la maschera molto duratura, così come il fatto che sia autoconservante e non vi sia il bisogno di impastare ogni volta argille e liquidi, la rende molto pratica, ma il risultato finale è troppo nella media, per il prezzo. La consiglierei, appunto, come regalo, perché simpatica e diversa dalle classiche maschere viso, ma non la riacquisterei, non a questo prezzo.

E voi? Cosa ne pensate di questo prodotto?  Vi piace? Qualcuno di voi lo ha mai provato? Avete una maschera preferita? Fatemi sapere che sono curiosa!🙂

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Pro e contro del rossetto naturale, cruelty free e vegan di Defa Cosmetics: Movida 💄🐰🌸

Pro e contro del rossetto naturale, cruelty free e vegan di Defa Cosmetics: Movida 💄🐰🌸

Se, con l’uscita della nuova collezione “No Flash, please!” di Defa Cosmetics, siete alla ricerca di un rossetto da aggiungere al carrello, per raggiungere la spedizione gratuita o se, più semplicemente, state disperatamente bramando un rossetto matt con buon inci, vegano, cruelty free e naturale, che non sia il solito, noioso, color pesca, allora siete nel posto giusto.

Con il passaggio all’ecobio ho dovuto imparare ad accettare i compromessi, almeno nel campo del makeup: non parlo tanto di performance del trucco, ma quanto di colorazioni. Pur riuscendo a sostituire senza fatica prodotti come mascara ( QUI la recensione del miglior mascara ecobio in assoluto) e fondotinta ( QUI la recensione del mio inseparabile fondo liquido), che non hanno nulla a che invidiare alle formule piene di siliconi, petrolati, parabeni &co, i rossetti sono rimasti nel limbo: perfetti sì, ma con colori che ristagnano in un range limitato, che non ha mai completamente soddisfatto la mia fantasia e la mia anima rock.

Fino all’arrivo di Defa Cosmetics.

Questo brand, tutto italiano, mi ha rubato il cuore al Sana 2017 ( QUI potete leggere quello che ho combinato durante la fiera), dove ho avuto il piacere d farmi truccare ed ho anche potuto sbirciare in anteprima la nuova collezione: luccicante! Defa Cosmetics produce makeup e skin care con prodotti naturali, nell’attenzione degli animali e dell’ambiente, senza però incappare nel solito paradigma: naturale= noioso. Credo che, in primo piano, sia stata posta la fantasia del cliente: colori vibranti si accostano a colori tenui, dando spazio a tutti i gusti.

Ma cosa mi ha spinta a recensire il rossetto Movida? 

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Movida è uno dei 12 rossetti della linea velvet matt di Defa: rossetti opachi, dal colore pieno, altamente scriventi e a lunghissima durata. Ovviamente vegani, cruelty free, formulati con ingredienti naturali ed un ottimo inci.

Ogni rossetto velvet matt di Defa viene 16,90€ per 3,5gr e può essere acquistato on-line sul sito ufficiale o presso i negozi fisici, come ecobiobottoghe o farmacie ( QUI la lista completa e sempre aggiornata).

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Ipoallergenici, i rossetti velvet matt di Defa dovrebbero avere un “piacevole profumo di vaniglia“, ma io questa fragranza non la sento assolutamente anzi, sin dal primo utilizzo mi sono chiesta perché, pur avendo una profumazione, io senta solo un leggerissimo odore simile al pongo. Questa fragranza non rimane minimamente sulle labbra, è semplicemente legata allo stick o alla mia mente bacata e, una volta applicato il prodotto, non si sente nulla, neanche lontanamente.

L’inci è fenomenale: senza petrolati, siliconi, Peg, parabeni, ingredienti di origine animale o di derivazione animale, la formulazione dei velvet matt è naturale per più dell’85%.

Tra i principali ingredienti troviamo:

  • Olio di ricino
  • Polvere di riso
  • Olio di semi d’uva
  • Olio di Argan
  • Estratto di Bamboo

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Il pack è, purtroppo, molto minimal e semplice: una confezione di cartone, con qualche motivo geometrico in lucido, all’interno della quale troviamo il rossetto in un anonimo involucro di plastica nera, ma molto resistente. Rimane anonimo finché non si scorge, sul tappo del rossetto, il nome del brand, trasparente, in rilievo.

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Vi dovessi dire che amo il pack, mentirei: il problema non è il nero opaco o il design, ma la mancanza di qualche segno tangibile del brand, se non quel piccolo accenno in trasparenza. Insomma, è il TUO prodotto, urlalo al mondo! Se dovessi buttare il cartone che contiene il rossetto, troverei, tra gli altri rossetti, una confezione di plastica nera alla quale, magari per sbadataggine, non saprei dare un nome.

Ma l’abito non fa il monaco e sul prodotto c’è ancora tanto da dire.

Movida è la mia idea di Rock’n’Roll, fatta rossetto: ha luci ed ombre, pregi e difetti.

Un viola melanzana, un color uva a base neutra, con una punta calda che tende ad intensificarsi o meno a seconda dell’incarnato: un colore che può essere stratificato, un colore ammiccante e sofisticato che diventa scuro, dark e magnetico.

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Sulle mie labbra, che sono apigmentate e chiarissime e sul mio incarnato molto chiaro, con sottotono freddo, Movida appare, per me e per la mia personalità, perfetto.

Nelle foto qui sotto, potete vedere come una sola passata del rossetto riesca a risultare omogeneo, opaco e con un effetto velluto.

Le foto sono state scattate alla luce del giorno, fuori casa.

Alla luce del sole Movida si fonde, senza risultare invadente, con l’incarnato : pur avendo una punta calda, lo vedo freddo sul mio viso ed adoro come questo sia il risultato di una sola passata, di un rossetto naturale. Quanti ci crederebbero?

Tuttavia se le passate diventano due, la situazione si modifica, sopratutto se le foto vengono scattate in casa, alla luce artificiale ( è il caso delle foto qui sotto).

L’opacità del prodotto perde con l’aumento delle passate, in favore di un colore davvero particolare, pieno e d’impatto.

Con due passate il contrasto con una carnagione chiara, come la mia, è molto evidente e so che potrebbe non piacere.  A mio parere, però, è audace, sexy, rock ed allo stesso tempo elegante e sofisticato, se ben calibrato con outfit e resto del makeup.

Senza dubbio, con l’aumento delle passate e lo scurirsi della tonalità, l’applicazione deve essere molto più precisa: non sono permessi sbagli, altrimenti si rischia l’effetto pagliaccio, in pochi secondi. Consiglio di applicare il rossetto direttamente dallo stick per la prima passata, dopo aver applicato un velo di burro di cacao e poi, con un pennellino, fare la seconda passata.

La performance del prodotto è straordinaria per un prodotto makeup naturale: provando a struccare il rossetto con un fazzoletto direttamente dalle labbra, bisogna fare moltissima pressione per toglierlo e, tuttavia, si nota come le mie labbra siano rimaste tinte di un rosa tenute (oltre che piene di pellicine).

Per struccare Movida è imprescindibile l’utilizzo di uno struccante oleoso o di un burro, come quello di cocco.

Movida è un rossetto che, come potete vedere nelle foto, anche dopo averlo lavato con il sapone, tinge la mia pelle. Questa è una palese testimonianza di come la texture si fissi sulla labbra e di come resti intatta anche dopo ore o pasti abbondanti. 

Insomma, credo sia ovvio il mio amore per questo prodotto, ormai diventato un must nel mio beauty case.

Ma voi? Cosa ne pensate di questo prodotto?  Vi piace il colore? Qualcuno di voi lo ha mai provato? Avete un rossetto preferito? Conoscevate già Defa? Fatemi sapere che sono curiosa!🙂

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Acqua di Amamelide ZenStore: il tonico economico, ecobio ed efficace? 🌸🌸

Acqua di Amamelide ZenStore: il tonico economico, ecobio ed efficace? 🌸🌸

Se un giorno mi avessero detto che avrei scritto una recensione su di un acqua floreale non è che ci avrei creduto molto perché, diciamocelo, non è che quando si tratta di skincare si citino le acque floreali: pensiamo alla crema, pensiamo al detergente, ma quasi mai alle acque floreali. Bhe, è arrivato il momento di invertire la rotta, miei cari lettori. Le acque floreali sono davvero una svolta e sono un toccasana per ogni tipo di inestetismo e/o problematica della pelle: da quella grassa a quella asfittica, senza dimenticare quelle con couperose e secca.

Ma come si utilizza un’acqua floreale? Cosa ha di speciale l’acqua di Amamelide? Qual è la miglior acqua floreale per ogni tipo di pelle e, sopratutto, cosa diavolo è un’acqua floreale?

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Andiamo per gradi, che altrimenti ci confondiamo, si prendono fischi per fiaschi e va a finire che Veronica, che sarei io, venga citata in giudizio per “spiegazione indebita” (battuta di una tristezza disarmante, ne sono consapevole, ma so che mi amate anche per questo genere di cose).

Un’acqua floreale è un idrolato. Gli idrolati sono lo scarto del processo di estrazione degli oli essenziali: questo avviene attraverso vapore acqueo, rimane in superficie il pregiato olio essenziale, che viene raccolto. L’acqua nella quale, per tanto tempo, hanno macerato una grande quantità di foglie/fiori/corteccia della pianta aromatica, da quale deriva l’olio essenziale, si butta? Certo che NO! Quell’acqua è ancora ricca delle sostanze funzionali dell’olio essenziale, ma in percentuale minore: ciò significa maggior tollerabilità del prodotto per la pelle, un prezzo dimezzato e le stesse, identiche, proprietà dell’olio essenziale da cui deriva.

Ogni idrolato rispetta le caratteristiche dell’olio essenziale da cui è composto, esistono tante acque floreali quanti sono gli oli essenziali, dunque più idrolati per più inestetismi dell’epidermide: l’idrolato di lavanda, ad esempio, è ottimo per tutti i tipi di pelle, l’idrolato di camomilla è perfetto per lenire, mentre l’idrolato di rosmarino per purificare.

Gli utilizzi delle acque floreali sono pressoché infiniti: possono fungere da legante nelle maschere viso in argilla al posto della comune acqua, nella fase di risciacquo della chioma dopo lo shampoo, vaporizzate sul cuscino per aiutare il sonno oppure come impacco su di una garza .

Ma l’utilizzo migliore che se ne possa fare è, senza dubbio, quello di tonico per il viso. 

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Perché spendere un sacco di soldi in tonici, da supermercato o da profumeria non fa differenza, ricchi di petrolati, quando si può acquistare un prodotto completamente naturale, cruelty free, vegano, economico e, sopratutto, realmente funzionale?

Ricordo che l’utilizzo del tonico è una fase della pulizia quotidiana del viso che, spesso, viene sottovalutata: dopo la detersione, passare il tonico è un gesto che sembra inutile, una perdita di tempo ( sì, io sono la prima, mea culpa), ma è necessario per:

  • ripristinare il giusto ph della pelle
  • per chiudere i pori
  • per rinfrescare
  • per lenire e per preparare la pelle a ricevere la crema viso

Ci tengo a ricordare che le acque floreali sono un ottimo metodo per pulire la pelle al mattino, senza dover utilizzare un sapone aggressivo o anche dopo una giornata passata fuori, senza trucco, per rimuovere le impurità di smog.

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E l’acqua di Amamelide?

Seppur non possa essere considerato un vero e proprio idrolato, in quanto non esiste l’olio essenziale di Amamelide, l’acqua floreale di questa pianta mantiene tutte le sue caratteristiche.

Ho avuto la possibilità di provare questo prodotto grazie a Zen Store, che mi ha permesso di scegliere ciò che preferissi dal loro catalogo: vi consiglio vivamente di fare un giro sul loro sito, in quanto strapieno di materie prime cosmetiche per la cura ecologica e biologica del corpo, dai burri agli emulsionanti, dagli hennè alle tisane, a prezzi irrisori e completi di cenni storici e di utilizzo.

Ho aspettato il tempo necessario per parlarvi dei prodotti che mi sono stati inviati, perché volevo essere il più precisa possibile e testare il tutto per parecchio tempo.

L’idrolato di Amamelide di ZenStore viene 3,35€ per 100ml ed contenuto in una confezione di vetro scuro, con tappo a vite e contagocce: questo permette zero sprechi di prodotto e la sicurezza che non vada a guastarsi per via della luce e/o calore, tuttavia non rende velocissima la fuoriuscita dello stesso. Nota positiva, oltre alla confezione di vetro, che minimizza l’utilizzo della plastica, è il design dell’etichetta, di carta: un’illustrazione della pianta e, ad un lato, le sue caratteristiche.

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Possiamo riassumere le sue proprietà:

  • astringente
  • emostatico
  • antiossidante
  • purificante
  • riepitelizzante 
  • lenitivo
  • vasoprotettrice

Incolore e inodore, questa acqua di Amamelide non mi aveva minimamente convinta, in un primo momento: nella prima settimana di applicazione come tonico alla sera, sentivo solamente una ottima sensazione di freschezza, ma nessun altro beneficio che, in realtà, dovrebbe appartenergli. In quel momento i 100ml mi sono sembrati interminabili.

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Ho, però, insistito e la differenza tra non utilizzare il prodotto ed utilizzarlo, era consistente: 5 gocce sul dischetto di cotone, passato sul viso, sono sufficienti per rendere la pelle più luminosa, fresca, morbida ma, in particolare, meno grassa, con il passare del tempo. Questo è stato un vero e proprio successo per me: poter svegliarmi la mattina senza la pelle unta, tipica di una pelle asfittica/mista, è stato un sollievo.

La pelle viene riequilibrata, senza seccarsi.

Ricordate, poco più su, dove dicevo che gli idrolati sono ottimi detergenti quando si ha il viso struccato, per eliminare impurità e smog? Eccone una prova: dopo la palestra, prima della doccia, ho passato sulla fronte l’acqua di Amamelide e, come potete vedere, il dischetto ha trattenuto lo sporco, come se fosse un detergente.

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In conclusione posso affermare che l’utilizzo del tonico è un passaggio, per me, ormai imprescindibile e ne consiglio senza dubbio l’utilizzo: ne esistono di tanti tipi, per ogni problematica, di tanti brand e sta a voi scegliere quale acquistare ma, ricordate di scegliere prodotti funzionali, naturali e che non riportino altri ingredienti oltre all’idrolato stesso.

Allora cosa ne pensate di questo prodotto? Qualcuno di voi lo usa? Avete un idrolato preferito? Conoscete ZenStore? Fatemi sapere che sono curiosa!🙂

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Rimedi naturali a raffreddore e colpi di freddo: la mia esperienza. ❄️⛈🍀🤧

Rimedi naturali a raffreddore e colpi di freddo: la mia esperienza. ❄️⛈🍀🤧

Provate a pensare ad una sfiga. Fatto? ok, ora raddoppiatela. Fatto? Bene, avete appena ottenuto ciò che è accaduto a me, poco prima della mia partenza per gli USA. La prima settimana di Novembre stavo ultimando i preparativi per il mio viaggio in California, ma qualcosa, oltre ai documenti, il biglietto aereo, la carta di debito e le previsioni del tempo, doveva andar storto: sentite anche voi quel leggero soffio di ironia ed isterismo? Comunque, ad aumentare l’ansia per un viaggio organizzato in pochissimo tempo, sono arrivati loro: raffreddore, mal di gola ed influenza, dati dal repentino cambio di stagione.

Pioggia, freddo ed umidità si sono alternati al caldo di fine Ottobre, creando degli sbalzi di temperatura che, oltre a non farmi capire se la maglietta a maniche corte fosse adatta abbinata alla sciarpa di lana, non mi hanno lasciato scampo: naso gocciolante e tappato, gola infiammata, mal di testa, brividi di freddo, spossatezza. Dovevo assolutamente risolvere la questione nel minor tempo possibile e cercare di risollevare il mio sistema immunitario, a tempo record. Come fare?

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Seppure la voglia di imbottirmi di medicine fosse forte, ho preferito utilizzare integratori naturali, tentando effettivamente di dare una scossa al mio sistema immunitario: la mia paura era quella di guarire sul momento, ma di avere una ricaduta una volta atterrata nel Nuovo Mondo, utilizzando prodotti non naturali. Allo stesso tempo, avevo paura di non guarire affatto con i soli rimedi naturali, e non godermi minimamente la vacanza. Ecco che, allora, la scelta del naturale sembrava ovvia, in particolare per testare realmente prodotti che promettono alte prestazioni, in modo naturale. La questione era un po’ “o la va o la spacca”.

Oltre all’ovvia copertina di pile quando ero in casa e all’accoppiata sciarpa+cappello di lana quando ero fuori casa, ho portato sul campo di battaglia, contro mal di gola insistente e raffreddore, quattro prodotti: due che già conoscevo, che avevo acquistato da me e due che mi sono stati inviati, da due aziende diverse.

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Scopriamo insieme i miei prodotti “salva-cambio di stagione”, perché, tutti insieme, mi hanno davvero salvato la vacanza o, almeno, non mi hanno fatta partire in pessime condizioni. Sono convintissima che questo mix sia un ottimo aiuto anche in questo periodo, in cui l’inverno, ufficialmente, è arrivato, e con lui tutti i soliti malanni di stagione.

Propex Express, integratore

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Questo prodotto mi è stato inviato dai laboratori Ortis e sono delle compresse che vanno prese 3 volte al giorno, durante i pasti: pensate specificatamente per risanare l’organismo, aumentare la resistenza del sistema immunitario, liberare le vie respiratorie e tonificare il corpo dalla spossatezza. Scettica come non mai, in particolare per il loro colore bordeaux e il loro profumo di zenzero, che le rendono troppo simili a delle caramelle, lo ammetto, queste compresse mi hanno sorpresa: sia per i loro ingredienti, sia per l’effettiva scossa che hanno dato al mio organismo.

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Prese per 4 giorni di fila, eccedendo un po’ nelle dosi consigliate, invece che due compresse per tre volte al giorno, ne ho prese tre (lo so, lo so, non si fa, ma ero disperata e convinta che non mi avrebbero fatto molto), mi sono sentita più in forze, più energica e, in particolare, molto meno congestionata.  Con una formula 100% naturale, senza coloranti, senza conservanti e senza zuccheri aggiunti, le compresse sono composte da:

  • Chiretta Verde (andrographis paniculata), ricca di polifenoli e flavonoidi, è conosciuta come la pianta ” anti-raffreddore” e serve a migliorare il confort respiratorio. Questa è la base delle compresse.
  • Malpighia punicifolia, ricca di vitamina C, aiuta a diminuire il senso di affaticamento, svolgendo una funzione antiossidante.
  • Propoli, un antisettico naturale che rinforza il sistema immunitario.
  • Ginseng Siberiano (Eleuterococco), meno tonificante del Ginseng che tutti conosciamo, ha però proprietà tonificanti e di supporto alle difese immunitarie contro il raffreddore e/o stati influenzali.
  • Vitamina E, Zinco e Selenio, che proteggono le cellule dallo stress ossidativo.

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Una confezione viene 13,50 per 45 compresse ed è acquistabile in alcune erboristerie e supermercati naturali, come Naturasì. In conclusione, mi sento di consigliare  questo integratore ad occhi chiusi, perché se ha avuto effetto su di me, che ero già nel pieno del malanno di stagione, figurarsi se preso in forma preventiva: non potrà che rafforzare ancora di più il sistema immunitario ed evitare spiacevoli giornate passate a smocciolare e a sentirsi poco bene.

 

Propol Gemma, spray Forte Adulti

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Sono anni che l’inverno accuso problemi alle tonsille e alla gola ma, secondo il mio otorino laringoiatra, non era problema di grande spessore:  diceva ” basta uno spray per idratare la gola e starai bene“. Scettica, come sempre, quel grigio giorno d’inverno, mi metto di fronte alla mia non laurea in medicina e decido di comprare uno spray naturale per la gola, dando credito a chi dovrebbe saperne più di me:  l’otorino aveva ragione, dannatamente ragione. Dopo aver provato Propol Gemma, non ho più lasciato questo spray per la gola di Aboca, che lenisce l’irritazione della gola, allevia il bruciore, l’ipersensibilità, favorisce la deglutizione e contemporaneamente  crea un ambiente sfavorevole alla proliferazione batterica, creando una barriera sulla mucosa: un sogno.

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La composizione è data da un “complesso molecolare di resine, polisaccaridi e lignine ottenute da gemme di Pioppo nero” in soluzione idroalcolica ed olio essenziale di arancio e di limone. Uno spray gluten free, naturale al 100% , che vale tutti i 12€, per 30ml, che costa. Se l’utilizzo non è dei più piacevoli, dato che sembra di spararsi un shotttino di limoncello dritto sulle tonsille, non posso che consigliare con estrema soddisfazione questo prodotto, perché, a me, ha davvero salvato la gola. Oltretutto è indicato anche contro geniviti, afte e stomatiti.

 

Sedigola, pastiglie gola

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Questo prodotto mi è stato regalato dalla Bios Line al Sana 2017 ed, ovviamente, era rimasto chiuso nello sportello delle medicine, fino a pochi giorni prima della mia partenza: quando si dice il tempismo. Quando fa capolino il mal di gola, quella sensazione spiacevole di secchezza, gonfiore e dolore, sono solita lasciar correre, così, perché, evidentemente, sono un po’ masochista. Tuttavia, quando vedo la situazione tragica, mi affido alle classiche caramelline per la gola, come Borocillina o simili: questa volta, però, mi sono affidata alla versione naturale, con la speranza che fosse ancora più efficace.

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Le pastiglie Sedigola sono pensate per idratare la gola e proteggerla in caso di irritazioni, faringiti e tonsilliti, formando una barriera che limita il contatto con gli agenti dannosi. Si possono prendere fino a 6 pastiglie nell’arco di una giornata, facendole sciogliere lentamente in bocca: inutile dire che prima di riuscire a scioglierne una in bocca, invece di morderla, passa minimo un quarto d’ora. Pur mordendole, dopo la seconda pastiglia, mi ritrovo, per qualche ora, la lingua felpata, come irritata…che sia una mia intolleranza a qualche ingrediente? Lo stesso effetto me lo fa quando mangio una dose eccessiva di Ananas: “Le strane reazioni del corpo di Veronica” presto sui vostri schermi televisivi.

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La composizione delle pastiglie Sedigola è molto semplice e varia solo per il gusto: miele ed arancio, miele e limone e miele ed Eucalipto. In tutte il dolcificante è naturale, ma la base è il Miele, emolliente ed antisettico, seguito dall’estratto di Propoli ad alto titolo ( 12%) in galangina, il flavonoide che detiene il principio attivo della sostanza, che deve essere minimo all’8%, seguito a sua volta dall’estratto di semi di Pompelmo e dall’olio essenziale di Cannella, che rendono le pastiglie fresche, tonificanti ed antibatteriche. Il gusto è piacevole, la superficie della pastiglia è poco liscia, differentemente dalle altre pastiglie per la gola, ma questo non ne compromette l’efficacia.

La confezione viene 7,50€ per 20 pastiglie e, se siete alla ricerca di una soluzione più naturale e più economica, rispetto alle solite pastiglie da banco, queste sono senza dubbio una ottima scelta, acquistabili in erboristerie e supermercati come Naturasì. Tuttavia, mi sento di dover dire che, da sole, queste pastiglie non faranno MAI passare il mal di gola: sono un aiuto, meglio ancora una prevenzione, nei periodi in cui si è più soggetti a questo fastidio. 

 

Tisana Curcuma e Zenzero

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Una ovvietà, che è sempre bene ricordare: la Curcuma e lo Zenzero, insieme, sono una accoppiata vincente per risollevare il sistema immunitario, per proteggerci dai colpi di freddo e per rinforzare le nostre difese. La Curcuma era chiamata dagli antichi “Zafferano Indiano”, lo “Zafferano dei poveri”, come se fosse uno scarto. Se ancora oggi viene utilizzata come colorante alimentare per via del suo color arancio caldo, più passa il tempo e più si scoprono le sue infinite proprietà benefiche per il nostro corpo: antinfiammatoria, analgesica, depurativa ed antiossidante sono solo alcune. Assunto con costanza, nel tempo, sembra quasi essere un elisir di lunga vita. A suo modo, lo Zenzero, dà del filo da torcere alla Curcuma, essendo un concentrato di principi attivi, con proprietà antinfiammatorie, antispasmodiche e stimolanti. Nei giorni precedenti alla partenza, invece dell’acqua, ho bevuto praticamente solo tisana alla Curcuma, Zenzero, miele e limone della Pompadour: ho preso una tisana già pronta per semplice comodità, ma è tranquillamente realizzabile in casa ( cuocendo acqua, zenzero fresco, limone fresco, miele e curcuma fino a raggiungere una consistenza pastosa che, a cucchiai, può essere sciolta nel latte caldo, come il golden milk).

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Immagine presa dal sito ufficiale pompadour.it

Questa tisana ha anche un leggero sapore di vaniglia, che la rende molto gradevole al palato: ovviamente la percentuale di ingredienti, in una tisana già pronta, non sarà mai uguale a quello di una tisana fatta in casa, che è sempre preferibile.

Allora cosa ne pensate di questi prodotti? Qualcuno di voi ha provato qualcosa? Avete qualche salva-vita da consigliarmi? Fatemi sapere che sono curiosa!🙂

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Hennetica, la tinta per capelli ecobio, equo-solidale e naturale di La Saponaria: funziona davvero?🌿🌺💆

Hennetica, la tinta per capelli ecobio, equo-solidale e naturale di La Saponaria: funziona davvero?🌿🌺💆

Forse non ne siete a conoscenza, in particolare se siete nuovi qui su questo blog, ma io sono una grande consumatrice di henné, l’unica tinta che  mi permette di colorare i miei capelli sottili, in modo naturale al 100%, senza rovinarli ma, al contrario, nutrendoli e dandogli corpo. Ho utilizzato, nel corso degli anni, molti brand diversi di henné e di indigo ( l’henné nero) e sono riuscita a farmi un’idea di come deve essere, almeno per la sottoscritta, un buon henné: perché non tutti sono uguali.

IMG_0856 - Copia

 

Esistono henné di buona, scarsa ed ottima qualità ( sembra che io stai parlando di cocaina): tagliati male, tagliati bene, che danno riflessi di un tipo o di un altro. Cliccando QUI troverete un vademecum che avevo scritto sull’henné, sulla mia esperienza ed una recensione su l’henné de Le Erbe di Janas. Da quel giorno ne ho provati molti altri, tra cui quello Lush, di cui vi parlerò assolutamente.

Oggi, tuttavia, ho intenzione di parlarvi di come mi sono trovata e che risultati ho ottenuto, con la nuovissima linea tintorica de La Saponaria: Hennetica.

Composta da sette tinte vegetali e da uno shampoo purificante pre-tinta, tutta la linea è naturale, vegan ok, equo-solidale, biologica e cruelty free.

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Foto di 4 delle 7 tinte, presa dal sito ufficiale La Saponaria.it

Sette tinte vegetali senza picramato di Sodio, ammoniaca, sali metallici o additivi chimici: 100% naturali, il che rende le colorazioni stesse, limitate agli spettri del rosso, castano e biondo. Ogni colorazione è rappresentata da una dea Induista, stilizzata sulla confezione come un cartone animato.

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Ho avuto la possibilità di testare la tinta e lo shampoo abbinato, grazie ad Ohana Bio Shop il cui titolare, che ringrazio, ha messo a disposizione per voi, miei lettori, un CODICE SCONTO: inserendo, nell’apposito riquadro, ROCKNBIO10 , al momento del pagamento, sul loro sito, avrete uno sconto del 10% su quello che avete acquistato.

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Veniamo, però, a noi, prima di parlarvi della tinta e dello shampoo, ho bisogno necessariamente di fare alcune premesse:

  • ho dei capelli molto sottili, tendenti al grasso.
  • parto da una base di hennè castano scuro e nero, stratificati nel tempo. Prima di utilizzare Durga, l’henne della Saponaria, ero molto vicino ad essere mora.

Partiamo con lo shampoo, passaggio “obbligato” prima di stendere l’henné: non è effettivamente obbligatorio, ma se i capelli sono unti e sporchi, l’henné avrà meno presa e dunque risulterà meno intenso.

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Avatara, questo il nome dello shampoo purificante, viene 6,80€ per 150ml ed è pensato per eliminare ogni traccia di styling e prodotto chimico, in modo delicato, lasciando sui capelli, senza seccarli, un irresistibile profumo di menta: amando la menta in modo viscerale, non posso non aver avuto un tuffo al cuore alla prima sniffata ( ecco che sembro ancora una volta una tossicodipendente) del prodotto, perchè odora di vera menta, non di quella menta da dentifricio del terzo scaffale del supermercato, ma di quella con cui fanno il tè in Olanda, la vera menta.

Dalla consistenza liquida e trasparente, Avatara produce molta schiuma, ma si lava via facilmente ed io, dopo il suo utilizzo, sono rimasta doppiamente entusiasta: non solo lascia la cute fresca e lenita, grazie all’olio essenziale di Menta e all’Aloe vera, al secondo posto nell’INCI, ma i capelli sono leggeri, morbidi e vaporosi. Mi aspettavo,  non avendo avuto belle esperienze con gli shampoo purificanti, che mi avrebbe seccato enormemente la cute e le lunghezze, ma mi ha lasciata senza parole: Avatara è un prodotto con un ottimo rapporto qualità-prezzo ed ho intenzione di utilizzarlo con più costanza, per vedere se provoca o meno, a lungo termine, il classico effetto rebound degli shampoo purificanti. Se così non dovesse essere, potrebbe salire sul podio degli shampoo migliori per capelli grassi.

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 Ma come mi sono trovata con Durga, la tinta color melograno che ho scelto di testare?

Credo sia meglio partire dalle note dolenti del prodotto, prima tra tutte la confezione.

Sono consapevole che il design cartoonesco può e non può piacere: ecco, a me non piace. Se sto cercando di coprirmi i capelli bianchi, non mi sentirò di certo più bella e giovane guardando un pupazzetto colorato sulla confezione, anzi, mi sentirò un po’ a disagio: mi sembra di utilizzare un prodotto poco professionale o per la baby-care, cosa che, senza ombra di dubbio, non è.

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Seconda nota dolente, sempre riguardo alla confezione: all’interno della scatola di cartone vi è solo, e soltanto, il pacchettino con 100gr di henné. Se non sono previsti dei guanti, un foglio delle istruzioni, perché sprecare inutilmente della carta? quanto avrebbe alzato il costo stampare direttamente sulla confezione? E sopratutto, a questo punto, il prezzo risulta a mio avviso esagerato:  8,50€  per 100gr di henné, che sono necessari per una sola henneata di capelli lunghi fino alle scapole, giustificati da una confezione di carta? un modo per abbattere i costi, conservando la qualità della materia, ci deve essere. Pensiamo, ad esempio, ad un henné de Le Erbe di Janas: 5,40 ( o 5,90€) per 100gr di henné, in una confezione minuscola, di plastica con etichetta adesiva.

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Parlando invece di note tecniche, come la grana della polvere, la stesura e la tonalità, si cambia decisamente registro. Durga è una miscela di polvere di caffè, Lawsonia ed Indigo: una polvere finissima, leggera e non tagliata con sabbia, come purtroppo, spesso, accade con prodotti più scadenti.

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La polvere va mescolata con acqua tiepida, fino ad ottenere una consistenza omogenea, della giusta densità: posso asserire, senza alcun dubbio, che miscelare questo henné è stato facilissimo, uno dei migliori henné, in quanto a miscelazione, che io abbia mai provato. Zero grumi, zero fatica ed una crema liscia, soda, densa, perfetta per essere applicata sui capelli, ricorda una tinta tradizionale.

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Dopo averla applicata, ho tenuto in posa Durga per ben 7 ore, perché l’henné più lo si lascia in posa, più diviene intenso il colore, più aumenta il suo potere benefico sulla cute e sul capello. Ovviamente, per via del calore, ogni tanto, ai lati delle orecchie,la tinta colava, ma niente di ingestibile, come, purtroppo, mi è successo con altri henné. Il risciacquo è stato piacevolissimo, veloce e senza intoppi: essendo così liscia la tinta, non vi è il rischio che rimangano grumi tra la chioma o ammassi di terra nella doccia ( i residui ovviamente si depositano sul piatto doccia, ma è una questione di semplice gravità), scivola via molto bene.

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La resa finale, una volta asciugati i capelli, è davvero ottima: luminosità, corposità, capello bianco coperto al 100%, ma più di tutto, volume! Uno degli henné che mi ha donato più volume in assoluto.

Ora veniamo alla questione colore, devo fare un mea culpa: ho toppato la scelta della tonalità. Lo ammetto. E per toppato intendo che ho stravolto completamente il mio colore di partenza, disperandomi e contorcendomi in una nenia senza fine, osservando il risultato finale.

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Ma come ho fatto? semplice: il mio sogno è quello di raggiungere una tonalità nero-violacea fredda, utilizzando solo l’henné, ciò implica una base molto scura, su cui poi fare una o de passate di un rosso molto, molto freddo e poi riprendere con una base scura.

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Il mio colore PRIMA dell’utilizzo di Durga, al chiuso e sotto il sole.

Per il passaggio rosso freddo, invece che affidarmi al rosso freddo che ho già utilizzato, mescolato all’Alcanna ( polvere  naturale che dona riflessi violacei e freddi), ho scelto Durga, perché veniva descritto come rosso melograno e nella tabella di La Saponaria, che dovrebbe aiutare nella scelta del colore, Durga era, senza dubbio un rosso molto più freddo del mogano Shakti.

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Foto presa dal sito ufficiale La Saponaria.it

Avrei dovuto farmi gli affari miei, prendere il castano scuro Ratri e andare sul sicuro? La risposta è sì. Avrei dovuto leggere meglio la descrizione di Durga, che citano come “un rosso intenso” e non fidarmi di una misera tabella online? La risposta è sì.  Sono stata superficiale? Assolutamente sì, anche se, dopo 7 ore di applicazione, Durga non aveva assolutamente nulla a che vedere con un rosso melograno, visto che mi sono ritrovata con un castano, con sottotono caldo, tendente all’arancio.

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La mia faccia tendente all’esaurimento nervoso, il giorno seguente alla prima henneata, con la luce artificiale.

Alla luce del mio errore, non posso dire di essere soddisfatta del colore ottenuto, ma proprio perché io ho sbagliato, in parte fuorviata dalla tabella delle colorazioni. Sicuramente se si cerca un tono rosso caldo, e non si è bionde, questo henné è eccezionale, perché la resa è davvero ottima. Se si vuole iniziare ad utilizzare l’henné senza stravolgere il proprio castano chiaro/scuro, ma si vuole solo dare qualche riflesso rosso caldo, questo henné è la scelta giusta. Se cercate dei riflessi freddi, state alla larga da Durga. Io, ora, a distanza di più di un mese e con un henné castano scuro applicato dopo due settimane, mi ritrovo così: castano chiaro, con riflessi caldi, ancora. Tornerò mora, ve lo garantisco.

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In generale trovo che la linea Hennetica de La Saponaria sia valida, la qualità del prodotto è alta e l’applicazione è davvero una passeggiata, grossa pecca il prezzo, a mio avviso troppo alto: la mia amica blogger Dana ha provato, in contemporanea con me, la linea Hennetica e se ne è innamorata,  dato che era in cerca di un bel riflesso rosso caldo per i suoi capelli, senza troppe paure o pretese. Innamoramento folle il suo, colpo sbagliato, invece, per me.

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Tornassi indietro prenderei Ratri o Shakti, in modo da non stravolgere il mio colore e godere a pieno della qualità e dei benefici di questa linea.

Se siete curiosi di provare la linea Hennetica, o solamente lo shampoo purificante o qualsiasi altro prodotto, vi ricordo il mio codice sconto  ROCKNBIO10 su  Ohana Bio Shop ( io NON ci guadagno alcuna commissione, per essere trasparenti) per avere il 10% di sconto sui vostri acquisti.

Allora cosa ne pensate di questa tinta? Qualcuno di voi l’ha provata? Siete sorpresi dalla mia idiozia? Fatemi sapere che sono curiosa!🙂

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This is the new Red: un makeup ecobio, naturale e con buon INCI al ritmo di Marilyn Manson. 💀🥀🌱🐰

This is the new Red: un makeup ecobio, naturale e con buon INCI al ritmo di Marilyn Manson. 💀🥀🌱🐰

Se era da un po’ che latitava questa rubrica, non era per mia pigrizia, ma semplicemente perché i miei makeup non sono mai troppo diversi tra loro: anche se mi piace sperimentare con il trucco, non trovo di essere mai troppo originale per un post sul blog dedicato.

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Con l’arrivo dell’autunno, del freddo e dell’oscurità, mi sono fatta prendere la mano dalla playlist che stavo ascoltando e Marilyn Manson mi ha dannata: ne è uscito questo makeup stregato, oscuro e misterioso.

Non poteva essere diversamente, se ad ispirarti è “il reverendo”  Marilyn Manson con la sua Heart-shaped Glasses ( vi ho messo il link diretto del singolo, tratto dall’album Eat me, Drink Me del 2007): famoso per i suoi makeup eccessivi, carichi, dark e grotteschi, come la sua musica, Manson è un artista a tutto tondo. Ho imparato ad apprezzare Brian, il suo vero nome, per questa sua devozione all’arte a 360°: dal cinema, alla distillazione, dalla pittura, alla scrittura. Pur consapevole che nell’immaginario comune lui venga visto solo come l’anticristo e che, diciamocelo, non si faccia proprio ben volere, trovo Marilyn Manson una persona estremamente creativa e poi, certamente, apprezzo la sua musica. Da poco è uscito il suo nuovo album: rispetto ai tempi d’oro è molto più soft e per chi non ama il genere, trovo sia un buon modo per approcciarvisi.

Questo look, per il quale ovviamente ho utilizzato tutti prodotti ecobio, naturali, con buon inci, vegan ok e cruelty free, è una semplice manifestazione del mio onnipresente lato dark: uscirei con questo look quotidianamente? ASSOLUTAMENTE Sì, mi fa sentire me stessa ed è questo lo scopo del makeup, miei cari lettori.

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ATTENZIONE! non sono una makeup artist, non ho fatto nessun corso e non pretendo di insegnare nulla a nessuno, ecco perché mi limiterò a mostrarvi i prodotti che ho utilizzato, il risultato finale e a dare qualche piccolo accorgimento.

Per realizzare questo look così  witchy quali prodotti ho utilizzato?

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Ovviamente prima, come sempre, ho applicato a viso pulito la crema idratante, sto terminado la FanBio ( recensione QUI ).

Per la base mi sono affidata ad un prodotto leggero e dalla media-bassa coprenza: la BB cream PuroBio nella tonalità più chiara di tutte, la 01, che si fonde perfettamente con il mio incarnato. Ho steso la BB con il suo pennello PuroBio n°10: un pennello grosso, compatto ed affusolato, di fibre sintetiche, che non beve il prodotto, ma lo stende in modo omogeneo, senza lasciare chiazze o righe. Io lo uso anche per il fondotinta e non lo sostituirei con nessun altro pennello.

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Se non ho avuto necessità di applicare un correttore, è stata solo una giornata fortunata, in cui devono avermi giovato o le ore di sonno o le preghiere a Satana ( scherzo, sto scherzando!) , per questo sono passata direttamente all’illuminante, al blush ed al contouring.

Come illuminante amo il duochrome rosa Newton di Neve Cosmetics, che applico bagnato sotto il sopracciglio e nell’angolo interno dell’occhio, mentre asciutto sugli zigomi, ed è sempre di Neve Cosmetics il blush Lotus, un bel rosa chiaro freddo. Entrambi non sono molto pigmentati, devo passarli almeno due volte, questo li rende sicuramente modulabili, ma li preferirei sicuramente più scriventi. Sono convinta che i più attenti avranno notato una sostituzione nella mia consueta routine di contouring: ho abbandonato la terra di PuroBio, ancora troppo calda per me, in favore dell’ombretto Tobacco di Defa Cosmetics. Questo ombretto sono convinta sia stato creato per il mio incarnato chiaro e freddo: un marrone scuro, freddo, pigmentato, che crea delle magnifiche ombre sul mio viso, naturali, che si fondono senza alcuno sforzo sul mio incarnato.  Come formulazione non è assolutamente morbida, non è un ombretto burroso, tutt’altro, ma appena lo si sfiora con il pennello, non avrete alcun problema di fall out.

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Le mie sopracciglia sono sempre un disastro: crescono a dismisura, ma a chiazze, dunque ho dei buchi che neanche la groviera in qualche zona, in altre sembro King Kong e non ho mai la sbatta di farmele da sola. Se prima neanche le riempivo, ho notato la differenza ed ora non posso farne a meno: non vedo il look completo senza le sopracciglia disegnate, poco importa se intorno a dove le ho colorate avrei dovuto deforestare. Se la mia curiosità mi porterebbe a provare prodotti diversi dalla solita matita per le sopracciglia, come ad esempio le pomate o le matite con la mina a scomparsa, il mio portafoglio mi trattiene ed il massimo che mi concedo è la matita doppia, con scovolino integrato, Manga Brows di Neve Cosmetics, nella colorazione Deep Brown, ancora un pelino troppo chiara per me, a mio avviso.

 

Veniamo ora al pezzo forte: gli occhi. 

Ho dato dimensione all’occhio, sfumando nella piega e sotto la rima cigliare inferiore l’ombretto Temple Bar di Defa Cosmetics, un ciliegia freddo che fa uscire dagli occhi il verde dell’iride in modo sorprendente. Sono sempre stata intimorita da questo tipo di colorazioni sui miei occhi, ma ho messo da parte l’incertezza ed ho acquistato questo prodotto: una volta che ho iniziato ad usarlo, non ho smesso più!

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Per aumentare la profondità e dare ancora più dimensione al mio smokey, ho  sfumato insieme, nell’angolo esterno, Nocturne e Mimesis di Nabla, ombretti che poi ho riapplicato più volte per aggiustare in corso d’opera le ombre.

Ma come ho sfruttato la palpebra mobile? ho deciso di sperimentare, utilizzando come base, un rossetto. Di norma, se voglio rendere un makeup intenso e duraturo, uso una base cremosa sulla quale poi pressare i diversi ombretti. Non avendo a disposizione un ombretto, con buon inci ed ecobio, in crema, sui toni del magenta, mi sono dovuta ingegnare con quello che avevo: il rossetto PuroBio n° 04, Fragola.  Con lui, la sua matita abbinata, la n° 38. Ho steso, con un pennello a lingua di gatto, il rossetto su tutta la palpebra mobile e nella rima cigliare inferiore: all’interno della rima ho applicato la matita, che ho sfruttato anche per arrivare con precisione negli angoli dell’occhio.

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Sopra al rossetto, nell’angolo esterno superiore ed inferiore, ho sfumato Mimesis, mentre nel resto dell’occhio, evitando la parte centrale della palpebra mobile, ho pressato Temple Bar.

Al centro della palpebra ho picchiettato Absinthe di Nabla, per creare un gioco di riflessi luminosi, che ha stupito persino me. Guardate come cambia l’ombretto alla luce naturale e a quella del flash: sembrano due ombretti diversi.

 

Come tocco finale, prima del mascara, ho creato una sottile linea di eyeliner nero: sto utilizzando, con entusiasmo, quello di Avril. Sebbene abbia un pennellino molto fine, con il quale serve, lo ammetto, molta, ma molta manualità, ha un tratto omogeneo e resistente: si fissa e diventa opaco. L’unica pecca è che, sopra agli ombretti, questo nero perde intensità, ma ho risolto facendo due passate. Se siete alla ricerca di un ottimo eyeliner ecobio, lui è la risposta.

Sul mascara, non posso dilungarmi: il miglior mascara ecobio è, e rimarrà, sempre e soltanto Audacieux di So’Bio. Utilizzo tanti altri mascara, anche con piacere, ma gira che ti rigira, quello che struttura, infoltisce, colora, incurva e volumizza meglio di tutti, è sempre lui. Se volete leggere l’articolo-elogio che gli avevo dedicato, cliccate QUI.

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Protagoniste di questo makeup dark sono senza dubbio le labbra nere: per realizzarle ho utilizzato come base la matita occhi nera di Alverde, troppo morbida per poter disegnare i contorni delle labbra (o sbordarli male come ho fatto io), sulla quale ho pressato l’ombretto Nocturne di Nabla. Lo so, niente di eclatante, mi spiace, ma finchè non progetteranno un rossetto nero ecobio, bisogna adattarsi.

 

E voi? Cosa ne pensate di questo makeup? Conoscevate già questi prodotti? qualcuno di loro vi ha particolarmente delusi? Vi piace Marilyn Manson? Avete una canzone preferita? Fatemi sapere che sono curiosa! 🙂

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Prodotti finiti #7: esiste anche fine al meglio, i prodotti con buon inci che ho terminato.

Prodotti finiti #7: esiste anche fine al meglio, i prodotti con buon inci che ho terminato.

Finalmente, dopo mesi e mesi, è tornata la rubrica sui prodotti terminati: non è che io non volessi scriverne, ma ho bisogno di accumulare prodotti, raccogliere le idee e, quando fai la beauty blogger, ci vuole un po’ tempo. Ho, ovviamente, finito dei prodotti comuni di igene personale, ma non trovavo valesse la pena parlarne: perchè ne ho già parlato in altre recensioni o perchè non ci ho pensato ed ho buttato le confezioni.

So che questo tipo di articoli è molto utile per evitare acquisti sbagliati ed io stessa amo leggerli: tendo, in generale, a fidarmi di più di chi finisce i prodotti con un intervallo di tempo ampio, mi dà maggior sicurezza che sia stato davvero testato con cura ciò di cui si parla.

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Come sempre sarò schietta, sincera ed impari, presentandovi i miei 8 prodotti terminati del periodo.

 

  • Maschera viso Suprema Olea, La Quercia Scarlatta

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Sono stata omaggiata di questa maschera in tessuto da La Quercia Scarlatta, una azienda agricola vitinicola biologica italiana che produce, con i suoi stessi prodotti, una linea per la cura del corpo. Le maschere in tessuto mi hanno sempre incuriosita ma, non avendo mai avuto l’occasione di provarne una naturale e biologica, avevo sempre desistito. La maschera viso in bio-cellulosa della linea Suprema Olea è senza coloranti, certificata ICEA, VEGAN OK e viene 11,50€, reperibile sul sito ufficiale de La Quercia Scarlatta.  

La maschera è imbevuta di estratto biologico di Melograno, estratto di Kigelia Africana, Olio di Fico d’India, olio d’Oliva biologico, succo di Mela Rosa, buccia di pomodoro idrolizzata, estratto di Quillaja Saponaria Barck, acido ialuronico a basso ed alto peso molecolare: tutti questi attivi servono per idratatre, proteggere e tonificare la pelle, con un effetto tensore. Da tenere sul viso per 20 minuti, posso affermare che siano stati i 20 minuti più rilassanti, rinfrescanti ed idratanti della mia vita, lo stesso, tuttavia, non può dire mia madre, che l’ha testata, anche lei, con me. 

Io ho applicato la maschera dopo la doccia, quando la mia pelle, una volta asciutta, diventa un deserto Africano: questa maschera in tessuto mi ha lasciato la pelle talmente morbida, liscia, idratata, luminosa e tonica, che ho deciso di uscire la sera, senza neanche un velo di fondotinta o correttore. Mia madre, invece, che soffre di couperose, una volta passato il tempo di posa, si è ritrovata la pelle arrossata e che le prudeva, senza riscontrare effetti benefici di rilassamento, ma solo di idratazione: l’arrossamento è scomparso dopo pochi minuti, ma lei è rimasta delusa. Entrambe abbiamo la pelle molto sensibile e non riesco a spiegarmi questa reazione sul suo viso, così distante dalla mia. Vale la spesa? a mio avviso sì, se si vuole fare un regalo o ci si vuole fare un regalo, magari prima di una giornata importante o dopo una particolarmente stressante. La consiglio? Sì, ma solo a chi non ha la pelle con couperose, non si sa mai.

 

  • Salviette struccanti Aloe Vera, Forsan

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Quando le ho viste da Tigotà, ero disperata: le mie amate salviette struccanti Omia ( QUI) erano finite e dovevo assolutamente trovare qualcosa che le sostituisse. 20 salviette, a poco più di 1€ ( attenzione che su Amazon si trovano a molto di più!), reperibili facilmente nei grandi supermercati, come Auchan, o nei negozio per casalinghi come Tigotà od Acqua&Sapone: ho guardato il prezzo, l’inci, il fatto che fossero in tessuto di fibre biodegradabili ed ho concesso una possibilità a queste salviette struccanti con Aloe Vera ed olio di Argan della Tradizione Erboristica Forsan. Salviette con buon inci in quanto senza alcool, senza coloranti, senza Peg, senza parabeni e senza…niente. Inutili. 

Non hanno struccato, non hanno minimamente sciolto il trucco, usarle è pari ad usare delle salviette rifrescanti : solo sfregando molto si ha qualche risultato, ma data la percentuale di olii al suo interno, anche se minima, aspettavo almeno QULCOSA. Il profumo era gradevole e floreale, delicate sugli occhi e sul viso, ma ho finito per usarle come salviette per le mani, altrimenti erano inutilizzabili. Sconsigliate e no, non le ricomprerei.

 

  • Bagnodoccia Frutta Viva, L’Angelica

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Questa estate è stato lui ad evitare che io puzzassi come una scrofa nel cortile: un bagnoschiuma da 500ml, pagato poco più di 2€, reperibile facilmente in supermercati e casalinghi e con buon inci. Pensato per rivitalizzare le pelli spente, sulla confezione vanta un fantomatico “fitocomplesso fruitlange” che, qualunque diavolo di cosa sia, all’interno dell’inci è in percentuali talmente minime, che non serve ad un tubo. Questo bagnodoccia è un semplicissimo bagnoschiuma: lava? sì. Lascia la pelle secca? no. Lascia la pelle profumata? diamine sì. 

Avete presente le fragranze per bagnoschiuma, che non hanno nulla a che fare con quello che dovrebbero rappresentare? Quella profumazione così lontana dalla realtà, che ti chiedi se tu sia o meno, finito in una fabbrica di vernici industriali? Ecco, dimenticatela. Questo bagnoschiuma al pompelmo, sa davvero di pompelmo. DAVVERO: una gioia olfattiva senza precedenti, la sensazione è quella di lavarsi con un succo al pompelmo. Ne basta pochissimo e sarete inebriati per ore dalla vostra pelle: per l’estate ed il caldo questo prodotto è stato una mano santa.

 

  • H’suan Wen Hua (Capelli d’angelo), Lush

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Uno dei prodotti più famosi e chiacchierati della Lush, che non avevo, però, mai provato: complice un ordine dallo store online, per i miei amati shampoo solidi, ho approfittato della convenienza ed ho acquistato questo trattamento per capelli. Con un rapporto qualità-prezzo-quantità giusto (fatto sorprendente nella media Lush), Capelli d’angelo viene 13,95€ ( in UK 12€ ) per 225gr ed è acquistabile negli store Lush fisici e online. Un trattamento per capelli con una profumazione paradisiaca che, non so come sia possibile, a me ricorda i biscottini natalizi allo zenzero e cannella, ma non è questo il punto, il fatto è che non ha propriamente buon inci: dopo una siflza di ingredienti naturali come le banane da commercio equo-solidale, l’avocado, le uova fresche biologiche ( che rendono il prodotto NON adatto ai vegani),  l’aceto balsamico biologico, l’olio d’oliva biologico, l’infuso di foglie di Alloro e di Crescione, come conservanti abbiamo due parabeni. 

Da stendere sui capelli asciutti, in posa per 20 minuti, va lavato con lo shampoo e, per questo motivo, ho deciso di chiudere un occhio sui conservanti. Ho utilizzato questo trattamento in vari modi: a capelli asciutti, a capelli umidi, solo sulle lunghezze, solo sulla cute, in posa per ore, in posa solo 20 minuti ed ogni volta ho ottenuto, più o meno, lo stesso risultato. La mia cute era senza dubbio più idratata e tonificata, i miei capelli fini sono stati resi più corposi, più consistenti, ma opachi e difficili da pettinare: forse il prodotto è pensato per un capello più grosso, più danneggiato, magari dopo tinte disastrose, tuttavia, in tutta sincerità, io non lo ricomprerei. Avevo tante aspettative nei confronti di Capelli D’angelo, ma non sono state soddisfatte: non saprei se consigliarlo, conscia del fatto che,  se ha avuto successo, ci sarà un motivo, mi sento di dirvi di testarlo con un campioncino in bottega, in modo da farvi una idea sui vostri capelli.

 

  • Shampoo Marsiglia, I Provenzali

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La riprova che bisogna dare una seconda possibilità. Vi ricordate quanto ho odiato lo shampoo al limone ed ortica de I Provenzali? No? bhè, immaginate una sfilza di parolacce ed avrete una mia recensione di quello shampoo. Fatto? Bene, ora il registro cambia totalmente per lo shampoo Marsiglia, vegan ok, con buon inci e con il flacone in plastica riciclata: 250ml per 3€ circa, reperibile in supermercati e casalinghi. Uno shampoo che è un concentrato di pura delicatezza, profumo e morbidezza: amore folle, puro, spassionato per un prodotto a cui, davvero, non avrei dato nulla. Una semplicissima base lavante, delicata, dal profumo inconfondibile di sapone di Marsiglia: questo shampoo è la salvezza di chi ha necessità di lavare i capelli ogni giorno ed avere ancora uno scalpo sano.

 Io ho la cute grassa e delicata, non posso permettermi di sgrassarla troppo, ma andando in palestra non posso neanche permettermi di non lavarli e questo shampoo è lo giusto compromesso: i capelli sono morbidi, puliti, leggeri e durano…un giorno, non di più. Perfetto da alternare ad altri che, invece, sono più aggressivi. Sono convinta che ci ha la cute sensibile, delicata ed i capelli secchi, deciderà, una volta provato questo shampoo, di farsi una scorta a vita. Consigliatissimo ed approvatissimo.

 

  • Latte detergente viso allo Zafferano, Fior di Bosco ( La natura siamo noi)

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Comprare uno struccante, per me che mi trucco tanto ed ho la pelle delicata, è sempre un terno al lotto: o è troppo unto, pesante e pastoso, o troppo leggero, acquoso ed aggressivo. Dopo aver finito il mio amato struccante della OllyNatural ( QUI), durante un ordine su La natura siamo noi, ho deciso di fare una piccola pazzia e spendere 15€ per 200ml di latte detergente: se non fosse stato di mio gradimento, avrei optato per una camminata genuflessa sui ceci. Per fortuna questo latte detergente mi è piaciuto davvero tanto e, sinceramente, ora questo è un problema, perchè, insomma, 15€ non sono proprio pochini. Una emulsione delicata, ma efficace, strucca perfettamente viso ed occhi, senza dover ripassare mille volte sulla stessa zona: ne basta pochissimo e non lascia la pelle unta.

 A base di olio di mandorle dolci, presenta estratti di Zafferano, Aloe Vera ed olio di Borragine: questi lo rendono un prodotto dermorestitutivo, idratante,  adatto a pelli delicate, secche ed anche alle pelli con couperose, tanto che mia madre se ne è innamorata. Lo sconsiglio a pelli grasse od acneiche, potrebbe essere troppo “pesante” e a chi si trucca poco, investire tanto, in un prodotto che utilizzereste una volta alla settimana, magari, lo trovo un po’ inutile. Sinceramente è un prodotto che riacquisterei ancora e ancora e ancora.

 

  • Scrub corpo, Hagi Cosmetics

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Un piacevole souvenir del Sana2017? Questo scrub al sale, olio di Albicocca, olio di semi di Prugna ed olio di Jojoba della Hagi, regalatomi dalla titolare di Finalga distribuzioni . Hagi è un brand polacco molto minimal, che non si occupa solo della cura della pelle, ma anche della casa, con una linea di candele di soia profumate. Questo scrub viene, in Polonia, sui 10€ per 400gr, qui in Italia il prezzo è determinato dal rivenditore stesso, dunque può variare. La profumazione, nettamente invernale, mi ha lasciata perplessa: pur essendo uno scrub a base salina, la fragranza è molto zuccherosa e non scherzo, però, se dico che a tratti mi ricoda la pasta di mandorle e allo stesso tempo del pongo. Sta di fatto che, non so come, mi piace. 

Mi piace tanto quanto la sua delicatezza, in quanto riuscireste a farvi una energica esfoliazione, senza scartavetrarvi l’epidermide. Ovviamente, essendo ricco di olii, una volta applicato, dovrete poi lavarlo via, anche se non lascia un unto esagerato, come tanti altri scrub, tanto che non ha neanche lo strato di olii in superficie, tipico di molti prodotti con la stessa funzione. Il profumo, il risultato, la texture sono favolosi, dico davvero, ma questo scrub ha un grosso difetto: i glitter. Ho scoperto che il colore viola del prodotto non è una semplice colorazione minerale, è una colorazione minerale shimmer: cosa comporta? che la vostra pelle sarà, irrimediabilmente, anche una volta lavata con il bagnoschiuma, ricoperta di un sottilissimo strato di glitter cangianti. Welcome to the ’90: c’è a chi piace e a chi no. Ecco, a me, no. Lo consiglierei? Sì, se vi piacciono i glitter. Se vi piacciono i glitter, l’arancio e la cannella prendete quello a base di zucchero!

 

  • Tonico Ringrescante, Antos

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Avevo bisogno di un tonico e, non volendo spenderci molto, ho deciso di acquistare questo rifrescante per pelli sensibili Antos a 4€ per 125ml. Dal pack estremamente semplice, per mantenere i prezzi bassi, i prodotti Antos che ho provato fino ad ora mi hanno sempre soddisfatta e ,questo tonico, non fa eccezione. Certo, dovessi dirvi che è il prodotto della vita mentirei, ma è un buon prodotto. Formulato con Amamelide, Ippocastano, Camomilla e Rosa, il tonico è molto rinfrescante ed è adatto a pelli reattive e sensibili, perchè decongestiona e lenisce, ma una volta picchiettato sul viso tende a lasciarmi la sensazione di un viso ancora umido di prodotto, anche se non si eccede. La profumazione è prevalentemente derivata dalla Rosa, delicata e piacevole. Lo ricomprerei? Non ne sono sicura, forse proverei quello astringente, pur avendo la pelle sensibile, per vedere se noto qualche differenza, per esempio proprio nell’aspetto della luminosità del viso. Se siete alla ricerca di un tonico molto delicato, questo è adatto, ma non aspettatevi miracoli.

 

Allora cosa ne pensate dei miei finiti del periodo? Avete mai provato questi prodotti? Qualcuno di loro vi è piaciuto? Altri avreste voluto buttarli via? Fatemi sapere che sono curiosa!🙂

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Stay rock’n’bio!!